Rivista – n.1 / 2014

2013 - n1
2013 - n1

L’ EDITORIALE

L’AIIG pensa al Convegno da organizzare in occasione dell’EXPO 2015

Elio Manzi, già professore ordinario di Geografia nelle Università di Palermo e di Pavia, ha offerto alla nostra comunità disciplinare e alla comunità dei non pochi salgarofili un interessante contributo nel quale viene analizzata l’opera di Emilio Salgari evidenziandone la qualificata e attenta attività di divulgatore di conoscenze geografiche. Ciò avveniva in un periodo compreso tra fine Ottocento e inizio Novecento in cui, nel nostro Paese, allora come purtroppo capita anche oggi, si soffriva di una diffusa carenza di “conoscenze geografiche interne e ancor più esotiche”. Per questo secondo Giovanni Spadolini (citato da Manzi a p. 10 del libro) “i libri di Salgari orientarono la gioventù italiana verso quegli orizzonti misteriosi e sterminati che coincidevano con l’imperialismo” e lo scrittore veronese può essere considerato, sempre secondo lo storico e uomo politico toscano, fra gli scrittori per ragazzi, insieme con De Amicis e con Collodi, nel novero dei “padri della patria”. Nella seconda parte la pubblicazione ospita lo scritto di Felice Giordano, intitolato Una esplorazione a Borneo apparso sul Bollettino della Società Geografica Italiana del 1874 (vol. XI, fasc. 3-4 pp. 182-217). La memoria può essere considerata una fonte per l’ispirazione del “palcoscenico” dove si muovono i personaggi, primo
fra tutti Sandokan, del romanzo La tigre della Malesia (pubblicato nel 1883).
Il lavoro trae lo spunto dalla passione che Manzi ha nutrito fin da ragazzo, e che continua tuttora a coltivare,
per gli scritti di Salgari e per gli studi ai quali hanno dato origine. Si qualifica infatti per un’approfondita analisi critica delle opere dello scrittore veronese e delle ricerche condotte sui suoi romanzi da numerosi
cultori di varie discipline soprattutto di area storica e letteraria come Elisabetta Soletti e Claudio Marazzini
che hanno scritto di Salgari: “Siamo di fronte ad un maestro della divulgazione geografica, ad un viaggiatore a tavolino che concepisce l’opera come itinerario” (citati da Manzi a p. 47 del libro). Il contributo di Manzi – uno dei pochissimi geografi italiani ad essersi interessati di questo scrittore e l’unico ad averlo fatto più volte – è particolarmente utile a chi vuol fare apprezzare anche ai propri alunni – tramite gli strumenti del sapere geografico – le descrizioni e le riflessioni sulle realtà territoriali su cui si svolgono le vicende contenute nei romanzi di questo scrittore. Salgari probabilmente iniziò ad apprendere e ad apprezzare il sapere geografico all’Istituto Nautico di Venezia lo stesso tipo di scuola nel quale ora è stato incredibilmente soppresso l’insegnamento della nostra disciplina, suscitando vivaci proteste dentro e fuori dell’AIIG. Si tratta di una perdita molto grave per questo tipo di scuola in cui la Geografia aveva un posto adeguato come non lo ha mai avuto in altri, anche prima delle tristi vicende legate alle riforme di questi anni.
Anche in questo tipo di denunce il libro di Manzi è particolarmente efficace e merita di essere considerato
in un momento in cui si leggono sulla stampa nazionale molte autorevoli prese di posizione a favore
della Geografia. Il nostro salgarologo infatti scrive: “in un Paese ageografico come l’Italia, fatto storicamente di sedentari e di rappresentazioni geografiche mirabili, ma riservate a pochi eletti […] non è Salgari a sbagliare ma sono alcuni suoi critici a non conoscere altro che una geografia elementare, quella delle “cartine”, dei monti, fiumi, laghi e dei nomi a memoria” (p. 47), lo stesso scrive ancora:”I critici, soprattutto
se letterati, o giornalisti o curatori editoriali, come anche alcuni appassionati dilettanti salgarofili, in
genere possidedono una visione geografica scolastica la quale, in Italia, risulta piuttosto elementare.
Infatti lo studio della geografia si arresta al primo biennio del ciclo scolastico superiore e raramente l’italiano medio […] possiede un bagaglio di conoscenze tecniche a livello universitario scientifico,
cioè semplicemente realistico”.

MANZI E., Geografie salgariane, Torino, A. Viglongo & C., 2013.

indice

2. Editoriale L’Italia paese “ageografico”, di C. B.

Contributi
3. Importanti riconoscimenti per l’AIIG, di Carlo Brusa e Riccardo Morri

5. La Liguria: un sistema regionale aperto. Il Progetto del 57° Convegno nazionale, di Giuseppe Garibaldi

12. Abolire le province? Alcune note sul riordino territoriale dello Stato, di Mario Fumagalli, introduzione di Flora Pagetti

19. Geografia delle installazioni nucleari, dalla tecnologia sovietica a quella francese: descrizione di tre siti, di Giulio Cargnello

25. L’Esposizione Universale Milano 2015 e il rinnovamento del turismo italiano, di Mario Casari e Gianfranco Spinelli

29. EXPO 2015: la promozione turistica e l’importanza didattica, di C. B.

30. Il sottile veleno della Terra, in Il pianeta degli uomini, rubrica di Giorgio Nebbia

Laboratorio Didattico

32. Le nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, di Giuseppe Naglieri

35. Le conoscenze e le abilità geografiche nel reclutamento degli insegnanti di materie letterarie (seconda parte), di Giuseppe Rocca

41. Le implicazioni geografiche e filosofiche del viaggio in due recenti pubblicazioni, di Marcello Tanca

Eventi e note

44. Cambiamenti climatici e conseguenze sulle aree costiere, di Armando Montanari

45. Riconoscere, rispettare, trasgredire: i limiti.Un invito al terzo Workshop nazionale AIIG, di Giovanni Donadelli

46. Recensioni e segnalazioni

48. Vita dell’Associazione

48. Il 12° Convegno di Geografia di Casale Monferrato, di Dionigi Roggero

Copertina

Inserto fronte e
retro:

IL TELERILEVAMENTO PER L’OSSERVAZIONE

DEL NOSTRO PIANETA DALLO SPAZIO

Maurizio FEA, European Space Agency (ESA) – ESRIN, Frascati

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