Rivista – n.4 / 2012

2012 - n4
2012 - n4

L’ EDITORIALE

La formazione dei docenti e il tirocinio formativo attivo

Con l’inizio del nuovo anno accademico e scolastico
2011-12 prende avvio il Tirocinio Formativo Attivo (TFA), destinato alla formazione dei futuri docenti della scuola secondaria di I e di II grado. Questa nuova esperienza didattica inizia dalla fine: ovvero dall’ultimo anno di un percorso che dovrebbe seguire la laurea magistrale per l’insegnamento secondario.

La scomparsa della Scuola di Specializzazione per
l’Insegnamento Secondario (SSIS), avviata nel 1999 e durata un decennio, aveva prodotto per troppi anni una stasi in questo delicato settore dell’istruzione.
Si sono così accorciati i tempi, concedendo ai laureati
delle specialistiche, con i necessari requisiti, di accedere al TFA previo superamento di alcune prove,
nazionali e locali.

A regime dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere
necessario un corso biennale di laurea magistrale
(cui si accede dal precedente corso triennale) e un successivo anno di tirocinio formativo attivo (TFA), che attribuisce, tramite un esame finale, il titolo di abilitazione all’insegnamento in una delle varie classi.
Il TFA comprende quattro gruppi di attività:
a) insegnamenti psico-pedagogici e di scienze dell’educazione;
b) un tirocinio indiretto e diretto svolto presso le istituzioni scolastiche sotto la guida di un tutor;
c) insegnamenti di didattiche disciplinari svolti in un contesto di laboratorio, per garantire una stretta relazione tra l’approccio disciplinare e l’approccio didattico;
d) laboratori pedagogico-didattici indirizzati alla rielaborazione e al confronto delle pratiche educative e delle esperienze di tirocinio.

Nei siti ministeriali e in quelli dedicati alla formazione dei docenti si trovano le varie informazioni, per cui non è necessario dilungarsi. Qui preme sottolineare solo alcuni aspetti relativi alla didattica, per i quali l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia è impegnata da tempo. La prima riflessione/ domanda è: cosa occorre insegnare? La risposta è molto semplice: le didattiche disciplinari, articolate in lezioni frontali (con temi previsti dalle Indicazioni nazionali) e attività di laboratorio.

Se la risposta è semplice in teoria, l’applicazione pratica si scontra con difficoltà, che derivano soprattutto dalla scarsa preparazione della classe docente universitaria rispetto alla Didattica della Geografia, per la quale, peraltro, la stessa classe manifesta scarsa attenzione e, purtroppo, ancor più scarsa considerazione.
In realtà la Didattica della Geografia – come in altre occasioni ho avuto modo di ribadire– è disciplina complessa, che richiede preparazione nei saperi geografici e in quelli delle scienze dell’educazione,
adeguatamente raccordati.

La Geografia, proprio per la sua ampiezza e complessità di interessi scientifici, di per sé richiede molteplici specializzazioni, verso ciascuna delle quali ogni studioso s’indirizza in via preferenziale. Pur non dedicando specificamente le proprie ricerche al filone
della Didattica disciplinare, tutti gli universitari che
svolgono la funzione docente dovrebbero conoscere
e saper applicare le più aggiornate metodologie e
tecniche didattiche. Tali competenze didattiche, tra
l’altro, dovrebbero essere considerate indispensabili
requisiti per i molti docenti universitari che manifestano giusta attenzione nel richiedere spazi, prima nella SSIS e ora nel TFA (e domani magari per
le lauree magistrali per l’insegnamento).

Fa piacere, infine, ricordare che nel recente Congresso Geografico Italiano, svoltosi a Milano a
giugno 2012, si è costituito un gruppo di lavoro tra
AIIG e AGEI (Associazione dei Geografi Italiani),
coordinato da Gino De Vecchis e Giuseppe Rocca, allo
scopo di armonizzare le strategie possibili in questo
delicato settore. L’AIIG auspica che questa possa
rappresentare un’ulteriore occasione d’incontro tra
il mondo della scuola e dell’università, finalizzato
alla valorizzazione della geografia.

Gino De Vecchis

indice

1. L’indice
2. Editoriale: la formazione dei docenti e il Tirocinio Formativo Attivo, di Gino De Vecchis

CONTRIBUTI

3. Discorso inaugurale del XXXI Congresso Geografico Italiano, di Guglielmo Scaramellini

7. Il XXXI Congresso Geografico Italiano, di Davide Papotti con note di Dino Gavinelli e di Lorenzo Bagnoli

10. Dalle “cento città” alla città sconfinata: una sfida per l’Italia del XXI secolo (II parte), di Giuseppe Dematteis

14. Il terremoto dell’Emilia scuote un patrimonio consolidato. I soci dell’AIIG ci raccontano il loro punto di vista, di Enza Zabbini

14. Geografie dal sisma nella «bassa» padana, di Gabriele Levoni

19. Il paesaggio è malato, nostalgia di un territorio. In treno attraverso i luoghi del sisma, di Evaristo Lodi

22. Diario afghano, di Fabrizio Finocchi

28. L’acciaio vegetale per un futuro sostenibile, di Maurizio Coccia

33. l turismo dei fari e nei fari. Visite e soggiorni, di Marisa Malvasi

38. Volare col sole, in Il pianeta degli uomini, rubrica di Giorgio Nebbia

LABORATORIO DIDATTICO

40. Verso la costruzione di un’identità interculturale: proposta didattica per la scuola secondaria di I grado, di Anna Licandro
EVENTI E NOTE

44. La geografia ha i suoi blog, di Cristiano Giorda

45. GEOGRAFICA-MENTE, di Daniela Pasquinelli d’Allegra

46. Recensioni e segnalazioni

47. Vita dell’Associazione

Copertina

Inserto fronte e retro:

IL TELERILEVAMENTO PER L’OSSERVAZIONE DEL NOSTRO PIANETA DALLO SPAZIO

Maurizio FEA, European Space Agency (ESA) – ESRIN, Frascati

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